Notizie, incontri e interviste in continuo aggiornamento

C'è chi fa.


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Il presidente si dedichi a fare il senatore a tempo pieno.

Intervista ad Antonio Castricone sul Messaggero di domenica 8 aprile. Un partito silente a un mese dal voto del 4 marzo, paralizzato dai non eventi che si susseguono dalla Capitale e dalle mille incognite della politica regionale. Aspettando Godot c'è però chi preferisce uscire allo scoperto nel Pd abruzzese, come l'ex deputato Antonio Castricone, nel tentativo di innescare almeno una scintilla tra i suoi.

Perché tanto immobilismo dopo una sconfitta che forse avrebbe meritato qualche approfondimento in più dalla classe dirigente del suo partito?
La verità è che in Abruzzo il partito è immobile come lo è a livello nazionale. Ma questo è solo un aggravante. Non c'è analisi della sconfitta, non c'è proposta

Il segretario Marco Rapino ha però convocato il partito e ha rimesso il mandato per aprire una discussione ampia sul dopo voto.
Rapino non si è mai dimesso. Ha rimesso il mandato, che è altra cosa. C'è una parte del partito che vorrebbe congelare tutto e mantenere la situazione di stallo. La cosa grave è che fra due mesi ci sono le amministrative e dopo le regionali

Quindi?
È necessaria una svolta vera, non di facciata. Un cambiamento che non riguardi soltanto i nomi, ma di proposta politica, di modello organizzativo

Cosa pensa di questa autoconvocazione promossa da alcuni esponenti del Pd abruzzese che si dovrebbe tenere venerdì prossimo?
Questa degli autoconvocati rischia di partire con il piede sbagliato.

Perché?
Se c'è un'autoconvocazione nessuno deve intestarsela. L'iniziativa è utile se mantiene un sincero spontaneismo. Non si devono inseguire leadership, che eventualmente devono maturare nel tempo democraticamente e attraverso il confronto. Bisogna evitare che assuma il significato della cena tra i compagni di scuola che si rivedono dopo vent'anni.

Quanto pesa nel partito l'attendismo di D'Alfonso nello staccare la spina dalla Regione?
Non mi fascerei la testa per questo. Alla base di tutto ci sono leggi e regolamenti da rispettare. Il dato vero è che al Pd e al centrosinistra serve un po' di tempo per potersi riorganizzare. D'Alfonso faccia il senatore a tempo pieno e deleghi il suo vice e la Giunta per l'attività di questi mesi.

Quali sono secondo lei gli errori che anche in Abruzzo hanno portato alla sconfitta elettorale del suo partito?
Ci sono alcune cose da correggere. La prima cosa che mi viene in mente è la sanità. Mi aspetto una capacità critica su questo: le liste di attesa, la qualità delle cure, la presenza sul territorio. Su questo non c'è mai stata una discussione vera.

Solo su questo?
No, ci sono anche altri temi centrali. Come quello del lavoro, direi il più urgente da affrontare nella nostra regione. Il riequilibrio delle aree interne, i nuovi bisogni delle persone, che impongono risposte diversificate anche tra individui nel sistema della protezione sociale.

Lei è stato fino a ieri un parlamentare della Repubblica, cosa prevede per la formazione del nuovo governo?
Oggi c'è un'altissima possibilità che si torni al voto e trovo incomprensibile la posizione assunta dal Pd. Dobbiamo giocare un'altra partita, anche perché siamo stati noi a volere questa legge elettorale

Intervista ad Antonio Castricone sul Messaggero di domenica 8 aprile.



In 5 anni di mandato in Parlamento

ho fatto:

- alcune delle battaglie che ho sostenuto -
Rottamazione delle cartelle Equitalia
Difesa della sanità pubblica e degli ospedali periferici
6 miliardi di euro per la ricostruzione post-terremoto
Avvio dei lavori di bonifica per il sito di Bussi
Messa in sicurezza autostrade A24 e A25
Tasse per i giganti del web
1,5 miliardi di euro per la ferrovia Pescara-Roma
Divieto per le banche di applicare interessi su interessi
Antonio Castricone

Candidato alla Camera dei deputati
Collegio Uninominale 4 | Chieti-Sulmona-Val Pescara